John... Devo chiederti una cosa molto importante ora.
So cosa mi vuoi chiedere, non c'è bisogno di dirlo.
No devo farlo, devo, devo chiedertelo. John... Dimmi cosa posso fare per
te! Vuoi che ti lasci uscire di qui? Eh? Che ti lasci scappare?!? Vedi
fin dove puoi arrivare?
Perché faresti una cosa tanto stupida?
Quando sarò al cospetto di Dio Padre, il giorno in cui mi giudicherà e
mi chiederà perché mai io ho... ho ucciso uno dei suoi veri miracoli
viventi che cosa gli potrò rispondere? Che era il mio mestiere?...Il mio
mestiere...
Tu devi dire a Dio Padre che hai fatto una gentilezza. Lo so che soffri e
ti preoccupi, te lo sento addosso, ma adesso però la devi smettere. Io
voglio farla finita una volta per tutte, davvero! Sono stanco capo.
Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia.
Stanco di non poter aver mai un amico con me che mi dica dove andiamo,
da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli
uomini fanno ad altri uomini. Sono stanco di tutto il dolore che io
sento e ascolto nel mondo ogni giorno, ce n'è troppo per me, è come
avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre, continuamente. Lo
capisci questo?
Si John, credo di sì!
Dead Man, un film di Jim Jarmusch, con Johnny Depp, Gary Farmer, Lance Henriksen, Robert Mitchum, Mili Avital, Iggy Pop, del1995. Premio Felix come miglior film non europeo.
Non puoi fermare le nuvole costruendo una barca.
È tempo di andare per te, William Blake. È tempo di tornare da dove sei venuto... Nel posto dal quale sono venuti tutti gli spiriti e al quale tutti gli spiriti tornano. Questo mondo non ti appartiene più...
Ho preparato la canoa con i rami di cedro.
L'aquila non perse mai tanto tempo come quando si lasciò insegnare dal corvo.
un film diretto, prodotto e interpretato da Charlie Chaplin nel 1940,
durante la seconda guerra mondiale.
Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare ne conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro.
In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi.
La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.
L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità.
Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano.
L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie.
Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo" – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini.
Voi ,voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura.
Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.
Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo.
Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza.
Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!
Hannah puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia. Guarda in alto Hannah le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole.
Prima o poi usciremo dall'oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità.
Guarda in alto Hannah l'animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro.
Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.
Un film di Alfonso Arau con Maria Grazia Cucinotta, Primo Reggiani, Anne Parillaud, Ernesto Mahieux, Giselda Volodi, Miguel Angel Silvestre, Nathalie Caldonazzo.
Nel 1905 il cinematografo, la grande novità del momento, il miracolo a cui nessuno sa ancora dare una spiegazione, conquista il Sud dell'Italia. Ogni sera in teatro accorrono migliaia di spettatori per assistere alle prime proiezioni..."Quei piccoli raggi di luce che portano la vita sopra a un lenzuolo" Anche Federico ne rimane affascinato. Decide così di abbandonare gli studi di medicina, con gran dolore di sua madre Alma che, per sbarcare il lunario, suona il pianoforte durante le proiezioni delle prime pellicole mute nel teatro di Don Gennarino Pecoraro. Don Gennarino confida a Federico, di voler produrre il suo primo film. Il ragazzo ha un lampo di genio: si improvvisa direttore di scena e lo convince ad affidargli l'incarico di scrivere una nuova storia. Federico porterà scandalo e vergogna nell'esistenza di Marianna, protagonista inconsapevole del film. Una bellezza selvaggia, povera ed analfabeta, che si guadagna da vivere togliendo il malocchio e curando i paesani con erbe e pozioni medicamentose.