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William Shakespeare - Sonetto XXIV

William Shakespeare

Sonetto XXIV




Il mio occhio s'è fatto pittore ed ha tracciato

L'immagine tua bella sul quadro del mio cuore;
il mio corpo è cornice in cui è racchiusa,
Prospettica, eccellente arte pittorica,
Ché attraverso il pittore devi vederne l'arte
Per trovar dove sia la tua autentica immagine dipinta,
Custodita nella bottega del mio seno,
Che ha gli occhi tuoi per vetri alle finestre.
Vedi ora come gli occhi si aiutino a vicenda:
I miei hanno tracciato la tua figura e i tuoi
Son finestre al mio seno, per cui il Sole
Gode affacciarsi ad ammirare te.
Però all'arte dell'occhio manca la miglior grazia:
Ritrae quello che vede, ma non conosce il cuore 


Rob Hefferan

William Shakespeare - Fà pure del tuo peggio per sfuggirmi

Fà pure del tuo peggio per sfuggirmi


Fà pure del tuo peggio per sfuggirmi tu in me vivrai per tutta la mia vita e vita non durerà più a lungo del tuo amore, perché sol da questo affetto essa dipende. Quindi temer non devo il peggior dei torti quando nel più piccolo la mia vita ha fine; mi par di meritare miglior sorte di quella che è balia dei tuoi capricci. Non puoi torturarmi con la tua incostanza perchè nel tuo disdegno muore la mia vita:o che beato titolo solo io posseggo, felice del tuo amore, felice di morire! Ma esiste felicità che nuvole non tema? Tu potresti ingannarmi ed io non saperlo.



William Shakespeare