Carri d'avena

Amare, andare, non è cessato il tuono 


Amare, andare, non è cessato il tuono,
calpestare l'angoscia, andare a piedi nudi,
spaventare i ricci, ripagare col bene
per il male del mirtillo con la ragnatela.

Bere dai rami che battono sul viso,
l'azzurro di rimbalzo solcando:
«Allora è l'eco?» -e alla fine
smarrirsi nei baci.

E come in una marcia, vagare coperto di lappole.
Al tramonto sapere che più vecchio è il sole
di quelle stelle e di quei carri d'avena,
di quella Margherita e della taverniera.

Perdere la lingua, abbonarsi
alla tempesta di lacrime negli occhi delle valchirie,
e nell'ardore con tutto il cielo ammutolito,
affogare gli alti tronchi nell'etere.

Sdraiati, raccogliere, tra le spine, brandelli
gli eventi degli anni, come pigne d'abete:
strada battuta, discesa di Korcma;
albeggiava; gelavamo; mangilivamo pesce.

E una volta crollati intonare: «Canuto,
andavo e caddi senza forze. Un tempo
soffocava la città con il loglio
bagnatosi nelle lacrime delle mogli dei soldati.

Nell'ombra delle lunghe aie illuni,
negli ardori delle fiasche e delle spezie,
forse, anch'egli è vecchio
e in seguito pure creperà».

Cosl cantavo, cantavo e morivo.
E morivo e tornavo
alle mani di lei, come boomerang,
e, per quanto mi ricordi, dicevo addio.

Boris Pasternak

Una Luce



È una povera donna, mite, fine,
che non ha quasi coraggio di essere,
e se ne sta nell'ombra, come una bambina,


coi suoi radi capelli, le sue vesti dimesse,
.ormai, e quasi povere, su quei sopravvissuti
segreti che sanno, ancora, di violette;

con la sua forza, adoperata nei muti
affanni di chi teme di non essere pari
al dovere, e non si lamenta dei mai avuti

compensi: una povera donna che sa amare
soltanto, eroicamente, ed essere madre
è stato per lei tutto ciò che si può dare.

La casa è piena delle sue magre
membra di bambina, della sua fatica:
anche a notte, nel sonno, asciutte lacrime 

coprono ogni cosa: e una pietà così antica,
così tremenda mi stringe il cuore,
rincasando, che urlerei, mi toglierei la vita.

Tutto intorno ferocemente muore,
mentre non muore il bene che è in lei,
e non sa quanto il suo umile amore,
poveri, dolci ossicini miei
possano nel confronto quasi farmi morire
di dolore e vergogna, quanto quei

suoi gesti angustiati, quei suoi sospiri
nel silenzio della nostra cucina,
possano farmi apparire impuro e vile... 

In ogni ora, tutto è ormai, per lei, bambina,
per me, suo figlio, e da sempre, finito:
non resta che sperare che la fine

venga davvero a spegnere l'accanito 
dolore di aspettarla. Saremo insieme,
presto, in quel povero prato gremito

di pietre grige, dove fresco il seme
dell'esistenza dà ogni anno erbe e fiori:
nient'altro ormai che la campagna preme


ai suoi confini di muretti, tra i voli
delle allodole, a giorno, e a notte,
il canto disperato degli usignoli.


Farfalle e insetti ce n'è a frotte,
fino al tardo settembre, la stagione
in cui torniamo, lì dove le ossa

dell' altro figlio tiene la passione
ancora vive nel gelo della pace:
vi arriva, ogni pomeriggio, depone 

i suoi fiori, in ordine, mentre tutto tace
intorno, e si sente solo il suo affanno,
pulisce la pietra, dove, ansioso, lui giace,

poi si allontana, e nel silenzio che hanno
subito ritrovato intorno muri e solchi,
si sentono i tonfi della pompa che tremando

lei spinge con le sue poche forze,
volenterosa, decisa a fare ciò che è bene;
e torna, attraversando le aiuole folte

di nuova erbetta, con quei suoi vasi pieni
d'acqua per quei fiori.. Presto

anche noi, o dolce superstite, saremo

perduti in fondo a questo fresco
pezzo di terra; ma non sarà una quiete
la nostra, ché si mescola in essa

troppo una vita che non ha avuto meta,
Avremo un silenzio stento e povero,
un sonno doloroso, che non reca

dolcezza e pace, ma nostagia e rImprovero,
la tristezza di chi è morto senza vita:
se qualcosa di puro, e sempre giovane,

vi resterà, sarà il tuo mondo mite,
la tua fiducia, il tuo eroismo:
nella dolcezza del gelso e della vite

o del sambuco, in ogni alto o misero
segno di vita, in ogni primavera, sarai
tu; in ogni luogo dove un giorno risero,

e di nuovo ridono, impuri, i vivi, tu darai
la purezza, l'unico giudizio che ci avanza,

ed è tremendo, e dolce : che non c e mai.
disperazione senza un pò di speranza.

                                                                                                                     Pier Paolo Pasolini 

Amedeo Modigliani

Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni.

Mario the Musician



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